Sabrina
La mia infanzia non è stata molto facile: ero molto timida, insicura e spesso mi facevo sottomettere e a scuola avevo pochi amici proprio per il mio carattere spesso solitario. Avevo 22 anni. Alla festa di compleanno della mia cugina, ho conosciuto la mia 2°cugina che così parlando mi disse che lei praticava il karate in una palestra a Capannori e che proprio il giorno seguente ci sarebbe stata una dimostrazione alla sagra di Noè (una festa paesana che si svolge nel mese di agosto proprio di fronte a dove abito io) così decisi di andarla a vedere. Fin da piccola le arti marziali mi sono sempre piaciute,e dopo aver visto quella stupenda dimostrazione decisi di iniziare a fare il karate, anche se in casa ebbero da ridire (solo perché ero una donna). La sera dopo mi presentai in palestra con il kimono, ero più che mai decisa ad imparare quest'arte marziale e già dalla 1° lezione mi ha colpito la disciplina, che io penso sia molto importante. E così arrivata alla cintura verde feci la mia prima gara e vinsi sia nel kumite che nel kata, da allora erano trascorsi già 2 anni. Sentivo che stavo cambiando, soprattutto più sicura di me stessa, in pratica che stavo crescendo e che certe paure stavano scomparendo. A cintura marrone diventai campionessa toscana di kata e kumite un'esperienza bellissima, nel 1994 presi il grado di cintura nera, prima di Gohin-do (via dell'autodifesa) e un mese dopo di Shotokan. Oggi sono cintura nera 2° dan e questo lo devo solo al mio maestro Cesare Del Pellegrino che in tutti questi anni mi ha saputo dare un buon insegnamento e se adesso sono qui il merito è anche suo oltre alla mia costanza ad allenarmi. Il maestro dopo diversi anni di allenamento mi ha affidato il corso per bambini, non è facile, specie il primo passo quello di farsi accettare come maestro, ma superato questo e vedi che si allenano con costanza è veramente una grande soddisfazione e ogni volta che mi ritrovo a dare lezione metto a dura prova anche me stessa, insegnando aiuta molto a migliorare perché devi far vedere ciò che si dice. Non avrei mai creduto che un giorno potessi anch'io insegnare. Il karate mi ha aiutato molto ormai è diventata una ragione di vita. Ringrazio ancora il mio maestro.
Il karate per me è una storia d’amore: va coltivato giorno dopo giorno con affetto, amore e tanta pazienza; ciò che lui dà in cambio è immenso e non si può esprimere con le parole. Mi ha dato dignità, onore, coraggio, forza, consapevolezza e tanta fiducia in me stesso. Io penso a lui come un alleato, un consigliere, un amico su cui contare sempre.